Festa degli auguri

Spettacolo natalizio, oggi, presso il centro sportivo di Lagrimone.
Discorsi del Dirigente scolastico, Marco Pioli, e del sindaco, Amilcare Bodria.
Poi il nostro show sul tema:

I nonni raccontano. C’era una volta… il Natale

.
Infine, poesie e canti.

Ed ecco il testo:

I NONNI RACCONTANO
C’ERA UNA VOLTA……..IL NATALE

MATILDE: Quando era bambina, mio papà andava nel bosco a prendere un ginepro che poi veniva messo in un vaso con la terra.

ELENA: Sull’albero mettevamo caramelle, cioccolate, mandarini, torroncini, castagne secche e fiocchi di cotone per ricordare la neve.

CHIARA B. In casa si faceva anche un piccolo presepe con il muschio e le statuine di legno, ma lo facevamo anche in chiesa con l’aiuto del parroco.

M.ELENA: Mentre il papà andava nel bosco, la mia mamma in casa, al caldo del camino, preparava la sfoglia per fare i cappelletti che non mancavano mai il giorno di Natale.

Poi , insieme al papà, uccideva la gallina più grassa per fare un buon brodo saporito.

SAMUELE: Tutto era pronto e tutta la famiglia aspettava con entusiasmo il giorno della Vigilia.

FILIPPO: Prima di cena, all’imbrunire, il mio papà, bruciava nel camino un ramo di ginepro carico di bacche.

Mentre il ginepro bruciava, noi lì attorno dicevamo così:”Tante stare di patate come i grani di questo ginepro”.

I miei genitori, che erano contadini, speravano di poter raccogliere nell’annata, frutti abbondanti.

FABIO 4a: Senza farmi vedere e con molta cura nascondevo sotto il piatto del papà la letterina che avevo preparato a scuola con l’aiuto della maestra. Lì scrivevo la poesia e tanti buoni propositi che dovevo mantenere durante l’anno.

EVA: La sera della Vigilia si mangiava “da magro”: pasta al pomodoro o in bianco, baccalà fritto, tonno, la “bieda” in insalata e le pere cotte condite con olio e aceto, poi panettone, torrone, spongata.

CHIARA D.: La mamma preparava il minestrone  con le patate, i fagioli, il riso era usanza mangiare cose che crescevano nell’orto perché portavano abbondanza.

DIEGO: Si aspettava la mezzanotte ascoltando storielle davanti al fuoco, poi, tutti insieme, andavamo alla Messa.

LEO: Non si poteva certo mancare e anche se faceva molto freddo, a piedi, si raggiungeva la chiesa. Era inverno e come ripeteva sempre il nonno:”Dicembre nevoso anno fruttoso”

GIACOMO: Ma… il freddo non mi faceva paura perché indossavo abiti di lana di pecora che la mia mamma mi preparava con l’aiuto di mia sorella più grande. I maglioni facevano molto caldo, ma anche tanto prurito.

REBECCA: Ai piedi i miei calzettoni di lana venivano girati sugli scarponi e così potevo calpestare la neve senza paura.

NICOLE: A Messa recitavo le poesie davanti al presepe e intonavo canti natalizi.

BENEDETTA: Il giorno di Natale, alla mattina, mi svegliavo e speravo di trovare qualche dono sotto l’albero.

Eravamo poveri, ma la mamma e il papà non mi facevano mai mancare mandarini,noccioline, caramelle e torroncini.

BAMBINI 1a: Che meraviglia se arrivava una bambolina di stoffa, un giochino di legno, calzine e abitini.

SOFIA: Ricordo in particolare un Natale in cui avevo ricevuto come dono una spilla colorata: che eccezione!

GABRIELE: Il giorno di Natale ritornavo a Messa, sempre a piedi e  accompagnato da tutta la famiglia.

MICHELE: Era una Messa speciale perché era cantata in latino e la mia mamma la cantava molto bene.

VALENTINA: Poi ritornavo a casa e subito la mia mamma e la mia nonna si davano da fare per mettere in tavola tutto ciò che avevano preparato:cappelletti in brodo, bollito di manzo e di gallina con salsa di verdure, panettone, torte, torrone, spongata.

JENNIFER: Era un’occasione speciale mangiare così bene e così tanto, così come indossare i vestiti nuovi quelli della FESTA. Ricordo un vestitino di velluto con il colletto bianco: era davvero bellissimo!

FABIO 5a: Poi aspettavo il primo giorno dell’anno nuovo quando, insieme ai miei amici, andavo in giro nel paese. Bussavamo alle porte per fare gli auguri e dicevamo: ”buondì, buondì a la rodela se mi endemia e piss in sachela

Speravamo di ricevere qualche caramella o mandarino!

FLORIN: Mi ricordo anche che il giorno dell’Epifania in chiesa durante la Messa recitavo ancora le poesie e il prete mi regalava le caramelle perché ero stata veramente bravo!

ENRICO: Natale era una bella festa e noi bambini eravamo molto contenti anche se avevamo poco, ricevere solamente qualche cioccolatino o caramella rallegrava i nostri cuori.

AURORA: Natale era un momento davvero magico ed è per questo che si diceva…

INSIEME: “NADAL CUI TO, CARNEVAL A CA DI MAT E PASQUA DUT TIN BAT!”

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